Milvia Romano – Colloqui su “Il tempio della poesia e altro”
Commenta: “Commovente, hai espresso quello che ho provato oggi facendo un giro nel mio giardino…sono qui a godere di queste viole di queste margherite e là tra le macerie non crescerà più niente. Non riesco più a sentire un telegiornale e ci si sente impotenti ma le parole dei poeti danno speranza, ciao buonanotte e grazie.”
RICORDI DEL CENACOLO:
“So che è bello trovarsi, scambiare i propri pensieri, è interessante e consolante. Ricordo con piacere, le poche volte che ho partecipato al cenacolo di poesia di Praglia.”
DEI RITRATTI:
“Belle le inquadrature moderne e giovani fatte ai ritratti.”
ANCORA SULLA POESIA:
“Grazie, ci volevano le violette e le tue parole in questi giorni grigi.”
SU BUON NATALE:
“Marisa, come sempre le tue parole sono specchio della vita attuale. Nel mondo ora si parla di speranza ma nemmeno si intravede la fine di ciò che avviene poco lontano da noi. Ci vuole un grande sforzo per vedere oltre questo tempo e i vecchi come me e Toni non ne hanno ancora molto…”.
SUI SUOI DISEGNI:
“Ho disegnato Giulia tra due turchini, quello del mare e quello del cielo ma non sospesa come la Venezia del Valeri bensì in cammino. Bellissime visioni rilassanti solo a guardarle.”
SULLA STANZA BASSA:
“Instancabile la mente che guida la tua penna, complimenti! Bel vivace la copertina…”
SUI DISEGNI DI GIULIA NELLA CREAZIONE:
“Ho osservato la bellissima ragazza. E’ molto espressiva perciò è difficile cogliere l’espressione che più la rappresenti. Mi piaceva molto quella sulla strada, ma imbronciata no, poichè la vedo allegra, felice e aperta alla vita allora ho provato a disegnarla in altri modi…certo che assomiglia alla bisnonna Lia”.
ALTRO DISEGNO SU ALESSANDRO:
“Dimmi se assomiglia ad Alessandro… io di solito i ritratti li faccio dal vero perchè le foto fermano un attimo dell’espressione e l’attimo dopo è diverso… non si vedono molti segni azzurri della musica ma li ho fatti apposta”.
CONCERTO PER CHITARRA:
“Com’è cresciuto Alessandro, io lo penso sempre bambino come nei tuoi scritti! Meno male che si tiene ancora i suoi capelli…”