L’albicocco della nonna – Maria Luisa Daniele Toffanin

Quarta di copertina

Autore: Maria Luisa Daniele Toffanin

Casa Editrice: Valentina Editrice

Prima edizione: Settembre 2026

Illustrazioni: Milvia Bellinello Romano

Recensione Milvia Romano:

“Cara amica Marisa mi ha fatto piacere sentire da te che il nuovo libretto sia stato apprezzato .Ricordo di avere scelto quel racconto perché, rileggendo tutta la raccolta delle ‘avventure’ familiari dei tuoi piccoli nipoti,mi sono accorta che l’albicocco era il ‘personaggio ‘ più presente e allora mi sono piacevolmente dedicata a lui rendendolo un po’ umano e chiacchierone come penso lo sia per voi, ciao grazie.”

Recensione Mario Richter:

“Cara Marisa, con piacere ho letto la tua novella dell’albicocco. C’è movimento e vita. Nelle difficoltà dell’esistere trovano respiro e rinnovamento i desideri umani, la luce confortante della natura.”

Recensione Maria Rizzi:

“Grazie Maria carissima, sei unica.

Ho ricevuto in dono la fiaba “L’albicocco della nonna”, di Valentina editrice, corredata dai meravigliosi disegni di Milvia Bellinello Romano. Si tratta della favola di una famiglia, cara al mio cuore per i valori ancestrali che sa tramandare. L’albicocco che troneggiava nel giardino di nonna Lia, quando lei ‘si sposta nella stanza accanto’, per dirla con Sant’Agostino, viene trapiantato dal figlio Marco nel suo giardino. Il focus del dolcissimo racconto è il potere dei miracoli del creato di tenersi uniti e di tenere uniti gli uomini che vivono con loro. L’albicocco ha un’anima antica, saggia, per legge naturale può vedere molte lune e divenire fiero testimone delle storie di ieri e di oggi. Il passero è l’amico del cuore, si scambiano confidenze, consigli, timori e osservazioni. Il gatto Ribes stringe il suo patto di gentilezza con l’albero rifugiandosi a poltrire tra i suoi rami. E la famiglia cresce intorno ai fiori del grande albero, che sbocciano tra febbraio e marzo, con boccioli, gemme ermafrodite lucide, rosse; intorno ai frutti estivi setosi all’esterno e succosissimi all’interno; intorno al foliage autunnale. Marisa Toffanin, anche nella fabula, credo sia giusto definire così il suo testo, perché, con tale termine in letteratura si narra l’insieme dei fatti e degli avvenimenti che compongono una storia, disposti nel loro ordine cronologico e di cauusa – effetto, ci conduce teneramente alla sua Itaca. Il giardino fiorito, dove crescono i nipotini Giulia è Alessandro, dove passeri e pettorossi confidano all’albicocco le loro ansie per i cambiamenti dei piccoli, dove i gatti sono in perfetta armonia con l’ambiente, è ancora lo specchio di un luogo dove ritrovarsi, stringersi vicini e credere. Ogni componimento di quest’artista, che conosce il dettato degli angeli, sa interpretarlo, è altissima forma di risarcimento per noi lettori. Il passero – grillo parlante, si fa portavoce di venti crudeli che vìolano la natura e portano distruzione. Itaca rappresenta il rifugio, dove Alex fiorisce impastato di poesia come nonna Marisa, Giulia coniuga ai primi vezzi adolescenziali le note serali del pianoforte, dove la natura veglia sull’armonia della famiglia. L’albicocco, non a caso, nella tradizione e nel linguaggio dei fiori, simboleggia purezza, delicatezza, speranza e rinascita.”

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