Da Alberto Manzi alla rinascita nel periodo post-bellico

Gennaio 2025

Ricordo Alberto Manzi come fosse stato un vero ed autentico “amico di famiglia”! Attraverso la sua trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” è stato in grado di entrare in punta di piedi nelle case di tutti, con la semplicità  propria di chi ha cultura, esperienza e conoscenza “dell’umano”. Entrando nella nostra casa incoraggiava e confermava la bontà dell’impegno  dei miei  genitori, insegnanti entrambi,  che al pomeriggio si dedicavano operosi e generosi in ripetizioni gratuite a ragazzi in disagio scolastico.

Alberto Manzi ha rappresentato lo stile o la cifra di una società in piena rinascita, avviata alla ricostruzione di un mondo uscito dalla guerra e immerso ancora nell’ignoranza, un mondo desueto alla cultura. Invitava all’umiltà che incoraggia e sostiene tutto ciò che ha bisogno di tempo e cura per crescere, all’umiltà di avvicinarsi alla conoscenza passo a passo. Esattamente in antitesi con il ritmo dell’attuale società, dove il progresso é freneticamente vissuto,  tanto da farne quasi un “nodo scorsoio”, come ben afferma Zanzotto.

Manzi sapeva di avere davanti un paese costituito da persone per cui prova rispetto. Tutte segnate dal dolore, dalla fatica. Per questo il suo era  un registro basso, dimesso per metterle a loro agio, per non prevaricare ma allo stesso tempo con la certezza del valore della cultura e l’urgenza di diffonderla. Ecco la sua cifra: saper rivolgersi con amabilità e autorevolezza nello stesso tempo. Proprio di  chi ha cultura e  la sapienza della vita.

Ricordando Manzi, il suo impegno, la sua visione del mondo e della vita, non posso non ricordare la mia famiglia  e nostri  amici, il nostro desiderio  di evadere dal centro storico di Padova  per ri-creare  in periferia, in luoghi ”aprichi“, ancora liberi da sovrastrutture, una nuova civiltà redenta dalla guerra, in mezzo alla Natura. Anche questa volontà di ricostruire,  di lenire le ferite con coraggio. Era condivisione di progetti per il futuro  in un clima di profonda amicizia e di solidarietà. Questo era già il segno che si stava rinascendo, che la società stava rinascendo. Si stava liberando dall’ombra della morte fisica, morale, sociale con la quale la guerra aveva portato la notte della civiltà e dell’umano.